
Singer-Songwriter
Radici Sparse
Carmen
2024
Chi è Carmen
Carmen è una cantautrice nata da una ferita e diventata voce: radici profonde, a volte spezzate, mai morte. La sua identità artistica non è costruita, è vissuta: canta senza maschere, con il dolore, il riscatto e la memoria. La sua musica è un ponte tra ciò che era e ciò che può ancora diventare. Nel suo mondo convivono passato e presente: la nonna che impasta il pane e la figlia che sogna Londra, un paese del sud e una metropoli che non la trattiene. Il canto è intimo, di carne e spirito: ogni brano è vissuto trasformato in parola viva. Le sue canzoni parlano di identità, libertà femminile, amore materno e cicatrici che diventano arte. Alterna dolcezza e meditazione a esplosioni di ritmo e colore, tra sonorità mediterranee, echi folk e malinconie pop; quando canta in siciliano è un grido d'anima. Carmen non chiede di piacere: chiede di essere accolta—e chi la ascolta, spesso, si riconosce.
Sull'Album
"Radici Sparse" è un album che nasce dall'intimità, dal corpo e dal ricordo. È il diario sonoro di una donna che scava dentro di sé per ritrovare le tracce di ciò che è stata, ciò che ha perso e ciò che ha scelto di diventare. Non è un'opera lineare né facile: è un percorso emotivo, un viaggio che attraversa dolore, rinascita, rabbia, ironia, amore e radicamento. Ogni brano è un frammento di verità che si scompone e si ricompone in una narrazione personale ma universale. Il titolo, Radici Sparse, racconta già tutto: c'è un'origine, un passato, ma anche una frattura. Le radici non sono sepolte in un solo luogo, ma si estendono in più direzioni, perdute e ritrovate, spezzate e tenute insieme dal desiderio di appartenenza. Carmen ci porta nel suo mondo fatto di donne forti e fragili, di figli, madri, assenze e speranze. È un album che parla spesso al femminile, ma senza chiudersi in una sola identità: Carmen canta per tutte le anime che cercano un posto dove posare il cuore. Musicalmente, l'album è un intreccio di generi che riflette la sua complessità emotiva: ci sono ballate acustiche, momenti teatrali, ritmi mediterranei, canti di lotta, cori intimi, sussurri, grida e risate. Alcuni brani affondano nella tradizione, altri si aprono a contaminazioni moderne, ma tutto è sempre coerente con il mondo viscerale e poetico dell'artista. "Radici Sparse" non è solo un disco: è una confessione, una celebrazione, un esorcismo. È la voce di chi ha camminato sul filo della memoria e ne ha tratto musica, senza mai perdere il senso profondo di ciò che significa essere vivi.
